E tu di cosa hai paura?

Ho sempre immaginato che la mia più grande paura fosse rimanere solo. Quale paura più grande per uno che ha vissuto sempre in mezzo a tanti? Spesso, perfino al centro dell’attenzione.
Ma sono stato per lungo tempo solo in mezzo ad una folla e tutto sommato, me la sono cavata. Così ho capito che forse avevo paura diessere felice, perché un pessimista le cose belle le guarda sempre con una certa preoccupazione, un occhio di riguardo.
Non è colpa mia, ma delle esperienze che mi hanno reso forse troppo forte, forse troppo fragile. O forse, è solo colpa mia in ogni caso.

Ho paura di non aver detto tutto, nonostante abbia scritto tantissimo.
Di non aver saputo trovare le parole adatte che meglio rendessero il concetto e che fossero capaci di entrare in quel cuore.
Di non aver dato indirizzo ad alcune parole. O di non averle recapitate al destinatario e aver sperato che arrivassero per vie indirette.

Ho paura di non avere risposta se un giorno mai avrò coraggio di fare una richiesta.

Ho paura di aver lasciato chiuse, porte che non volevo.
E di continuare a lasciarne, pur non volendo.
Ho paura di non aver perdonato, quando dovevo.
E di non saper ancora perdonare, quando ricapiterà.

Ho paura di rimanere intrappolato in un amore che ho perduto e di non essere più capace di respirarne l’emozione sincera e pura.

Ho paura di non saper ricambiare quando un giorno, inevitabilmente, mi abbandonerò ad una donna che magari mi amerà davvero. Ho paura di illuderla, di negarle quell’amore che merita perché non sono capace di ricambiare.

Ho paura di non vedere tutti quei luoghi che ho intenzione di visitare: Australia, Nuova Zelanda, Machu Picchu, Messico, New York, l’Irlanda, la Scozia, l’aurora boreale, l’Egitto, la Cina, il Giappone, osservare un tramonto su una scogliera che affaccia sull’Atlantico.
Ho paura di non riuscire a realizzare il sogno di toccare almeno una nazione per ogni continente, conoscerne i gusti, apprezzarne i sapori, immergermi nella sua storia.
Ho paura di non riuscire a completare quei libri già mezzi scritti.

Non ho paura di morire, non ho mai avuto paura di morire. Perché ho sempre pensato che la morte segni la parola fine di un percorso. Come un voto senza numero che ti permette di superare un esame: non devi continuare a studiarlo, puoi passare ad altro.
Ma ho una terribile paura di perdere, di lasciare tutte quelle cose e quelle persone che amo dal profondo del cuore, che riescono a scaldarmi il sangue senza che se ne rendano conto.

E a cui non gliel’ ho mai detto.

*****

Robert Tarzia – © All Rights are Reserved

[Original Link]

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