Tre Domande.

Pensi ancora ai conflitti
che hanno cambiato il colore dei tuoi occhi
ed ai soffitti sfiorati un secondo più a lungo
dal sogno di andare da qualche parte
dove ogni passo porta la promessa di non perdere
l’ultima scommessa fatta con te stesso?

Rimpiangi ancora l’età
in cui non avevi la serietà necessaria per dare consigli
e nell’aria c’era un amico da aspettare
prima di scarabocchiare un nuovo appunto
su un foglio consunto appeso al muro
per ricordare di imparare ad imparare?

Riusciresti anche ora a contare
le scie delle gocce di pioggia infrante sul vetro
come quando eri solo nella tua stanza disordinata d’allora,
in compagnia di una malinconia condensata nelle nuvole
e volevi solo correre verso la prima penna
per lasciarla asciugare in una macchia d’inchiostro?

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