1. L’esimio Signor Granello di Sabbia.

Senza titolo 1Adduv’è Ddiu?
Che poi nel mio dialetto dovrei dire in realtà “duv’è”. Ma mi piaceva cominciare con una vocale, con la prima vocale e prima lettera, forse, della maggior parte degli alfabeti del mondo.
L’albero morto che accomoda le mie natiche ha l’aspetto di una grossa patata andata a male; qualche persona sembra aver bisogno di una sana passeggiata sul lungomare: scommetto che alcuni ne necessitano per digerire la cena di ieri e il pranzo di Natale di oggi. Ma – ne son sicuro – qualcuna di quelle anime che vagano avanti e indietro su un cemento mai anonimo quanto oggi non avrà passato uno dei natali migliori.         
Dannato sole. Mi hai tenuto calda la testa fino a ieri, da più di un mese a questa parte, e proprio oggi dovevi lasciarti chiudere da qualche nube. Avrei voglia di levarmi le scarpe e i calzini e – perché no – anche tutto il resto, per provare la dolce follia di un bagno in questo mare grigio.
Se solo ci fosse Amanda qui con me. Non le direi nemmeno una parola: la fisserei negli occhi fino a quando non si stancherebbe e allora, solo allora, le prenderei entrambe le mani per abbracciarla forte. Ma Amanda non potrebbe mai materializzarsi qui e chissà che sia una fortuna per lei.12421687_857749967678990_753386064_n
Ecco arrivare quella che sembra essere una famigliola. Due coniugi di mezza età: lui con pochi capelli bianchi e occhiali, lei capelli corti e scuri. Quelli che dovrebbero essere fratello e sorella son ragazzi giovani. La ragazza tira fuori uno smartphone per scattare e scattarsi qualche foto. Ecco che lo passa al ragazzo che la fotografa mentre lei si inginocchia a sfiorare l’acqua con le mani. Tutto sommato son carini tutti e quattro.
Nick Cave. Maledetto lui che mi sussurra nelle orecchie parole amare, di quell’amarezza di cui non riesci a fare a meno se non dopo ore e ore di ascolto. Come cazzo fa a entrare così nella mia testa e riuscirne come se niente fosse? Come minimo, brutto bastardo, dovresti comparirmi qui, alla Marinella di Lamezia Terme, e dirmi qualche parolina di conforto.

[Apparizione di Nick Cave alla Marinella di Lamezia Terme]

«Brutto stronzo, oggi non era tua intenzione stare solo come un cane, nel pomeriggio di Natale? Non volevi conoscere il sapore della solitudine? Quel sapore che forse mai avevi conosciuto?»

[Fine apparizione di Nick Cave alla Marinella di Lamezia Terme]

È come dice lui. Porca vacca.
Fantastico! Ho fatto apparire Nick Cave nella mia realtà extratestuale e lui mi risponde pure per le rime. Adesso, come se niente fosse, mi canta Let It Be mentre sulla mia destra è arrivata una coppietta. Carini anche loro. Fino a quando non cominciano a selfizzarsi.
Non dovrebbe mancare molto al tramonto. Questione di minuti. Ah già… ma è coperto. Bene: adesso potrei scrivere di tutto e a tutto potrei pensare, ma la cosa più importante è che io non mi interroghi su quale senso abbia tutto questo. Potrei mettermi a correre, oppure augurare buon Natale ad ogni singolo granello di sabbia su questa spiaggia, oppure ancora stendermi a terra e dormire o pensare ad almeno altre cento cose da fare.
Scelgo di augurare buon Natale a qualche granello di sabbia. Scelgo quello vicino alla punta della mia scarpa destra.

[Dialogo col Sig.Granello di Sabbia]

«Buonasera Signor Granello. Auguri di buon Natale»
«Grazie! Anche a lei signore. È proprio gentile» Ora facciamo decisamente uno sforzo per poter immaginare che voce possa avere un granello di sabbia.
«Anche lei è gentile Signor Granello. Mi ha risposto prontamente. È un piacere averla nel mio romanzo»
«È un onore per me, davvero. Non sono molti i granelli di sabbia che entrano nei romanzi degli uomini»
«Da come parla mi lascia intendere che esistono anche i romanzi dei granelli di sabbia» Questa cosa mi diverte molto.
«Ma è proprio così infatti! La cosa la stupisce?»
Faccio un respiro profondo.
«No. Forse, in effetti, non mi stupisce più di tanto. E come sono i vostri romanzi?»
«Non molto diversi dai vostri. Abbiamo romanzi d’amore, gialli, di fantascienza, storici…»
«Addirittura romanzi storici» Non riesco a nascondere l’incredulità nel mio tono.
«Ma certo! Uno dei più famosi è quello che narra la storia di Grigri, il Granello di Sabbia degli antenati che per primo visse su queste sponde. È una bella e lunga storia. Le piacerebbe sentirla?»
«Ehm, magari un’altra volta Signor Granello. E poi… non mi sembra così interessante»
«Non lo sarà per lei!» Risponde un adesso stizzito Signor Granello di Sabbia «Ma per tutti i Granelli di Sabbia della terra che voi chiamate ‘Calabria’ è più che interessante!»
Adesso non so veramente cosa dire. Forse dovrei scusarmi. Ma il Signor Granello riprende prontamente parola. Accidenti.
«Mi dica dunque… anche lei scrive romanzi?»
«Ci provo da sempre. Ma ho sempre fallito. Credo di non essere all’altezza»
«Suvvia, di certo non è compito di tutti, anzi, non è arte per tutti quella di saper scrivere un buon romanzo. Ma se mi dice di star provando da tanto tempo allora, perlomeno, la determinazione non le manca.»
«Un tempo ne avevo. Ora sto perdendo anche quella»
«Anche…?»
«Insieme ad una serie di altre cose»
«Così… lei è un essere umano che vuole da sempre scrivere un romanzo senza riuscirci; e che sta perdendo un po’ di cose…»
«Esattamente»
«Lei mi sembra solo un po’ triste e abbattuto. Sa, quando gli esseri umani sono tristi e abbattuti pensano di perdere le cose: in realtà, semplicemente, se ne dimenticano»
«Dimenticarmi?»
«Ad un palmo dal suo naso!» E scoppia in una risata così fragorosa da far tremare tutti gli altri Granelli di Sabbia ad un raggio di un centimetro.
«Signor Granello di Sabbia! Si prende gioco di me? Io ho creato questo discorso, io ho creato lei, e lei ne approfitta per tirar fuori la testa fuori dalla buca?»
«Cos’avrebbe fatto lei?»
«L’ho praticamente creata e resa viva solo grazie ad una vecchia penna! Ho pure deciso che ci saremmo dati del Lei!»
«Appunto…»

[Fine dialogo col Signor Granello di Sabbia]

Sono le cinque meno dieci. Qui, alla Marinella di Lamezia Terme, la luce sta per scomparire gradualmente. Devo tornare a casa. Ma prima cambio CD nell’autoradio. Non ho più bisogno di Nick Cave.

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