Stazioni d’ascolto/di silenzi e di parole

A proposito di Palizzi – Area grecanica della Calabria che molti di noi conoscono bene e a cui siamo molto affezionati, segnaliamo questa importante iniziativa, frutto di un lavoro graduale condotto da un gruppo laborioso di professionisti del settore antropologico con la curiosità negli occhi e nel cuore. Tra loro anche l’amico, nonché professore Gianni Muraca di Lamezia Terme.  

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Sabato 12 dicembre, alle ore 18, presso Casa di Bacco, nel centro storico di Palizzi verranno presentati gli esiti del Laboratorio: Stazioni d’Ascolto – di silenzi e di parole, percorsi di estetica relazionale, progetto work in progress frutto di vari mesi di ricerca con gli abitanti e nel territorio di Palizzi, per indagare un luogo estremamente frammentato e fragile, ma allo stesso tempo forte di suggestioni ambientali uniche che fanno da cornice ad una millenaria storia enologica e non solo. Il laboratorio è stato condotto dall’artista Giovanni Orlando Muraca, nell’ambito del “Programma di Iniziative di Arte Pubblica nei Borghi e nei Centri Storici dell’Area Grecanica” (Misura 413.313 del PSL Neo Avlàci) promosso dal GAL Area Grecanica in collaborazione con l’Associazione Aniti – impresa Sociale.

“Stazioni d’ascolto – precisa l’artista che da anni si adopera per la divulgazione dell’arte contemporanea attraverso pratiche sperimentali condivise – parte dal presupposto teorico che l’arte possa davvero entrare in “relazione” con la vita dell’uomo, incidendo sul suo modo di pensare, di agire e di comportarsi”.

L’esperienza laboratoriale ha visto, nel suo sviluppo temporale, il coinvolgimento dei Comuni di Palizzi e Ferruzzano, grazie alla disponibilità dei Sindaci Walter Scerbo e Marisa Romeo che hanno supportato e condiviso il progetto; di varie realtà associative presenti sul territorio, come Casa Emmaus; dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, attraverso workshop e residenze d’artista rivolte a giovani studenti che hanno soggiornato nei luoghi indagati per scoprire nuove forme e linguaggi legati alla contemporaneità. Le giovani allieve presenteranno, nella stessa serata del 12, un loro video che documenta la “residenza d’artista” vissuta. La metodologia si è basata su processi di ‘osservazione partecipata’, “abbiamo frequentato i luoghi prescelti con uno “sguardo etnografico”, al fine di creare relazioni con gli abitanti del posto e acquisire elementi utili per la realizzazione di site-specific, momento culminante di un processo creativo collettivo”.

Portare l’arte sul territorio pubblico rappresenta, infatti, l’occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l’ambiente urbano e/o rurale, spesso trascurato da uno sguardo anestetizzato dall’abitudine. L’intero territorio di Palizzi – ultimamente fortemente “provato” da un dissesto idrogeologico devastante – rappresenta un concentrato di “luoghi d’ascolto” straordinari: si pensi ad esempio ai magnifici Calanchi, alle Rocca del Gannadeo e a quello che rimane del Pombinali, alla Fiumara, al borgo di Pietrapennata, ai panoramici vigneti ed agli arcaici palmenti della vicina Ferruzzano. A questi si aggiungano le svariate “sculture sociali viventi”, attraverso le quali si è iniziato un lavoro di recupero della memoria storica al fine di cogliere il significato del ricordare come attività del tempo presente con cui costruire senso, confronto, apprendimento e in cui potersi rispecchiare. Intensificare la percezione e disporsi all’ascolto sono condizioni necessarie affinché i territori si disvelino a chi li vuole attraversare.

Per restituire alle comunità le storie raccolte e i significati, le trame, i nessi che sono venuti alla luce nel corso della ricerca e provare a ricucire le “frammentazioni” territoriali, saranno collocati – in questa prima fase – dei “marcatori d’area” che, dislocati sul territorio, conferiranno un nuovo senso narrativo al paesaggio per svelar aspetti naturali di eccezionale bellezza, caratteri storici e luoghi densi di identità, ad abitanti e viaggiatori, invitati a vivere e riscoprire con maggiore consapevolezza il patrimonio locale. Successivamente, verranno progettate e realizzate collettivamente – sulla base delle suggestioni acquisite – installazioni visive e/o sonore: vere e proprie STAZIONI D’ASCOLTO di silenzi e di parole ….

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