Minimalmente: Le cose infinitesime e il sublime di Antonio Iacopetta

Antonio-Iacopetta-Minimalmente-copertina
Copertina del libro

LAMEZIA TERME – Per parlare di ‘critica’ bisogna ‘conoscere’. E così stamattina il prof. Antonio Iacopetta, scrittore e critico letterario lametino ha deciso di rilasciare ai giovani scrittori di Manifest una breve intervista a proposito del suo ultimo libro “Minimalmente” pubblicato da Passigli editore. Antonio Iacopetta, un nome e un cognome che rievocano subito immagini ben precise nella mia mente, se penso soprattutto al periodo in cui Manifest ha iniziato  ad approfondire la sua critica su Franco Costabile in occasione del nostro studio sul poeta e conclusosi poi con l’intitolazione del Teatro Franco Costabile a Sambiase. Quel libro, che io considero un manuale da tenere sul comodino, rappresenta perfettamente ciò che oggi stiamo vivendo. Dalla poetica del Costabile, Iacopetta ha più volte delineato quello che, nella nostra contingenza,  rappresenta il senso profondo di una ‘sudditudine’ che ci appartiene e che si tramanda di generazione in generazione. Ma Iacopetta, come spesso afferma, vuole proiettarsi nel futuro distaccandosi dal poeta, per evitare così uno struggente coinvolgimento emotivo verso un ‘Costabile’ che, sottovalutato, andrebbe a parer suo ‘risarcito’, e si affaccia  con fare coraggioso verso un modo di fare poesia nuovo, raccogliendo in versi le cose infinitesime.

Professore, qual è stata la sua esigenza personale in Minimalmente?

“L’esigenza è stata quella di tentare di cambiare l’indirizzo generale della poesia, almeno in Italia, sia nel secolo passato che nel nuovo millennio. Ho cercato di fare in modo che una poesia lirica potesse diventare più quotidiana, più legata agli eventi anche minuti della vita di ognuno, che in modo emblematico possono contenere anche una valenza esistenziale. Finora la vita quotidiana è stata trascurata, si è puntato su questioni metafisiche, ultraterrene, e dunque il titolo “Minimalmente” vorrebbe suggerire questa ricerca delle minime cose, che anche nella parte più piccola e infinitesima può essere nascosta una parte pronta a sorprendere e a dare vita ad un evento più sublime e grandioso”.

Quanto è importante nella poesia la metrica? Si può dire che col passare del tempo la poesia assume un ruolo diverso?

“La poesia richiede sempre e comunque delle conoscenze tecniche. La metrica nella poesia, tra tutti gli altri strumenti fonetici,  è essenziale. Nella poesia contemporanea si parla ormai di una metrica ‘libera’, nel senso che non si è più legati in modo dogmatico alle regole, ma ci sono sempre endecasillabi nascosti oppure un po’ violate nell’accentazione per cui anziché essere di secondo o di quarta potrebbero essere alla terza o alla settimana”.

Tra le diverse immagini che la poesia ci fornisce riusciamo a coglierne il significato e il significante?  

“Il significante è tutto. La poesia diversamente dal linguaggio quotidiano, di tutti i giorni, punta su delle tecniche che mettono in risalto il linguaggio stesso, e tra queste tecniche c’è appunto la metrica, le assonanze, le eufonie, che le danno un significato speciale, diversamente da un discorso scientifico, sociale, politico, etico. Il linguaggio poetico possiede questa differenza”.

Cosa si sente di dire ai giovani che si affacciano al mondo della scrittura e in particolare della poesia oggi?

“Dico ai giovani di abbandonare l’idea di puntare subito al significato ‘immediato’, perché nella poesia ci sono anche degli effetti armonici – musicali che hanno la stessa importanza del significato più evidente. Di andare oltre ogni possibile immaginario”.

Ho notato molti nomi di poeti nei suoi versi, si è sentito un po’ influenzato da loro?

“In questo libro non faccio altro che parlare della mia vita, quindi cito anche alcuni autori su cui ho approntato la mia critica e il mio studio, come ad esempio Caproni con cui c’è stato un legame di amicizia, Costabile,  Mario Luzi o Calogero. È normale essere stato influenzato un po’ da loro”.

Quanto tempo ha impiegato per realizzare Minimalmente? Quando sarà presentato qui a Lamezia Terme?

“Ti ringrazio per questa domanda. La poesia ha bisogno di tempo, e di diverse varianti. Minimalmente è stato un lavoro durato sei anni, dietro la cura e la revisione di Passigli, la famosa casa editrice con sede a Firenze che ha pubblicato per autori quali Neruda, Majakovskij, Pessoa, che in maniera graduale ha raccolto tanti spezzoni del mio vissuto. Il libro pubblicato, per la collana europea, contemporaneamente con Pedro Salinas, vedrà la sua presentazione ufficiale nella citta di Lamezia Terme domenica 13 dicembre alle ore 18.00 presso la Libreria Tavella. L’evento sarà presentato dal giornalista Pasquale Allegro con la presenza dell’autore, alternato dalle letture delle sue poesie grazie alla voce dell’attore Dario Natale, e seguito dalla partecipazione del pubblico”.

 Grazie Professor Iacopetta, noi ci saremo, a presto.

Valeria D’Agostino

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