Recensione: The Witcher – Saga

witcher3_en_wallpaper_wallpaper_10_1920x1080_1433327726Sono un grande lettore, soprattutto di fantasy. La prima volta che mi va di scrivere una recensione su una serie di libri, “The Witcher”, di Andrzej Sapkowski, scrittore polacco. -> ( https://it.wikipedia.org/wiki/Andrzej_Sapkowski )

La cosa che mi colpisce di più, dello scrittore è come tutti gli scrittori, la sua differenza dagli altri autori.

Cos’è il mondo di “The Witcher”?

Il “Witcher” (italiano – strigo) è un uomo che è stato mutato dai maghi.

Una creatura che è capace di uccidere le creature più pericolose del mondo: varie tipologie di mostri e orrori.

Fantasmi, demoni, zombie… insomma un mucchio di creature che esistono in questo mondo presi da varie mitologie e da altre opere fantasy.

Il protagonista della storia si chiama Geralt – Geralt “di Rivia”. Non ha cognome come tutti i suoi colleghi, del resto un witcher non conosce i genitori. Non può nemmeno avere figlio, reso sterile dalla mutazione. Uno strigo vive per cacciare e uccidere mostri, e guadagnare denaro per eliminarli.

Geralt vive innumerovli avventure che lo spingono ad essere diverso da tutti i suoi simili. Una natura ed un carattere completamente diversi.

Si innamora molto facilmente, eroe ed antieroe allo stesso tempo, che si sente molto più a suo agio con le sue spade e la sua sporca armatura che in contesti più mondani.

Una spada di acciaio per uomini, una spada d’argento per i mostri.

L’attività da strigo è più frequente enl videogioco (il modo in cui scoprii l’esistenza dello scrittore, 5 anni fa), infatti nei libri insieme alla sua attività, ci sono un sacco di altri fattori, che come detto prima, fanno in modo che Geralt, sia diverso dai suoi colleghi.

Accompagnato dall’inseparabile cantastorie e poeta Dandelion, il suo migliore amico, vagano in ogni luogo, dove la storia li porta.

Quasi tutti i mostri sono feroci assassini, chiaramente, che assalgono i poveri contadini durante giorno e notte.

Come se i mostri non fossero un problema sufficiente, c’è anche la guerra, di mezzo. Ciò causa tra i vari problemi della guerra, apparizione di altri mostri come i non-morti che mangiano i cadaveri, e la fuga di animali, che causa dunque l’apparizione di mostri che non trovano cibo.

La guerra, descritta in tutta la sua brutalità e violenza, ci rivela i lati peggiori dell’uomo in tutta la sua crudeltà e brama.

Violentare le donne, approfittarsi dei più deboli massacrare gli innocenti, e cose del genere.

Gli strighi, o se preferite, Witcher, preferiscono essere neutrali, senza prendere parti alle guerre, succede infatti di rado.

Invece i maghi, e soprattutto le maghe, sono persone anche loro sterili ma incredibilmente ambiziose. Compaiono spesso come consiglieri dei re, i quali o ne approfittano, o diventano schaivi, e più raramente, diventano partner nell’ambizione.

Però è raro vedere maghi che riescono a stare in totale collaborazione coi re, tant’è che gli strighi e maghi vengono disprezzati dalle persone normali.

Infatti nel libro è descritto un grande razzismo verso le razze non umane come elfi, mezzelfi, mezzuomini, nani, gnomi ecc.

Questo disprezzo espresso nei peggiori modi tra il maltrattarli come sputandogli addosso a bruciarli alla minima mossa falsa, sono da interpetrare come la brutale realtà del razzismo e della ristrettezza mentale.

Inoltre ci sono anche i vari intrighi politici, le cosprazioni, la naturale difficoltà di collaborare tra un regno e l’altro…

Ciri, un personaggio di estrema importanza, è vittima consapevole e non, della crudeltà di questo mondo: gli uomini che li danno la caccia descrivono orribili modi in cui farle del male e torturarla.

Nonostante gli elfi siano vittima del razzismo, non fanno nulla per evitarlo. Creature per la maggior parte troppo superbe anche per accettare aiuto di un essere umano o esprimere gratitudine.

Una delle razze più antiche del mondo, diventa troppo difficile per loro vivere in un mondo di umani, nati molto dopo di loro, ma che popolano il mondo molto più rapidamente.

 

L’ignoranza è il peggior nemico dell’uomo, in questa serie di romanzi: sembra che uno dei messaggi dello scrittore sia chiaro:

Ovvero : alla fine, il vero mostro è l’uomo.

 

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