Notte polare

Le aurore balenano nel cielo

le stelle stillano cristalli di ghiaccio

il vento soffia rafficoso, gelido, sulla strada gelata;

il mio corpo si fa sempre più piccolo

nell’immensa  oscurità

nera come lo spazio profondo degli abissi

dove alieni mostruosi vagano sentendosi Dio

impazziti  per  l’infinita solitudine.

 

Siamo meteore che vagano

nell’abisso interstellare

alla ricerca di una stella che le riscaldi

in galassie sconosciute.

 

Una cometa solca il cielo,

traghetto per mondi nuovi

dove anonime forme di vita si sognano.

 

Si frantuma la mia percezione,

il passato diventa reale

e il futuro è un buco nero,

Maelstrom di ogni abisso.

Così vagando nel nero più profondo

in ambienti sconosciuti

ed extrasensoriali,

mi divido in mille segmenti,

mentre il gelo mi si insinua in ogni anfratto

non lasciandomi il tempo di pensare

ad una vita,

che forse era un sogno

di un demiurgo agitato

da una cena troppo pesante

per il suo palato

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