Il nostro grazie a Criaco per Anime Nere, l’8 novembre a Lamezia “Il Saltozoppo”

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LAMEZIA TERME – E allora? Cosa dobbiamo aspettare ancora? Vogliono chiuderci gli occhi, occultare ogni pensiero, cancellare il passato, frodare ogni cosa, disconoscere la verità,  impedirci di cercarla.  Quello che è accaduto da parte di alcuni sindaci della locride a seguito del film Anime Nere trasmesso su Sky è a dir poco triste. Hanno minacciato di agire legalmente. Ma per cosa? Qual è l’oggetto della denuncia? Premio Pasinetti come miglior film a Venezia, 9 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, 2 Ciak d’Oro, e tanti altri premi. Stiamo parlando di un film che nel giro di un anno ha avuto un successo strepitoso ed ha permesso di smuovere le coscienze a livello nazionale e non solo. Mandato in onda in ben 19 paesi del mondo  ha infatti permesso di  approfondire la conoscenza sulla Calabria, e in primis l’ha permesso ai calabresi.

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L’Aspromonte, di cui abbiamo tanto letto in Corrado Alvaro, nel romanzo di Criaco si sveste di omertà, per la prima volta da un’immagine diversa e parla di ‘ndrangheta in una maniera inedita. Lodevole il lavoro del regista Munzi che, arrivato ad Africo col suo cast per metà formato da persone del posto, è riuscito a descrivere la dura realtà e nel contempo inculcare una consuetudine malata, radicata nel dna di un uomo: “il male” intrinseco all’essere calabrese e la follia che, come una tragedia greca, non è altro che l’altra faccia della medaglia in tema di amore. Anime Nere ha raccontato uno spaccato di vita quotidiana, nei paesi dei terremoti, dove il sole si posa su un mare blu cristallino, e dove tutt’ora i nostri occhi possono collocarsi in  una bellezza violenta che s’impossessa della nostra anima, la quale dapprima soffre, e dopo sta meglio perché si riconosce. Un po’ come l’effetto di uno specchio al quale non siamo preparati.anime-848-U10303043073006IXE-U10303042739362jAG-619x510@LaStampa-NAZIONALE-kLtD-U10303042739362jAG-640x320@LaStampa.it_

 Il film è un atto di coraggio per tutti noi che vogliamo oggi  prender consapevolezza, che dobbiamo smettere di parlare di mafia, di vittime e carnefici, e sentirci tutti mafiosi quando solo si crea un pensiero mafioso nella nostra mente. Non allontanare l’idea come se non ci appartenesse, ma allontanarla come se invece ci appartenesse. Con quella verità che ha camminato e cammina ancora in noi dopo il finale del film, e che rappresenta la rottura di un immobilismo calabrese che per troppi anni ha regnato, nonostante i tentativi di un Alvaro, di uno Strati, di un Repaci. Ecco, Gioachino Criaco è riuscito ad andare oltre in questo. E tutti noi siamo in dovere di ringraziarlo. Tutti noi, di fronte i prosciutti sugli occhi dobbiamo reagire, perché non può avere alcun senso criticare sky, o affermare che questo film danneggia l’immagine della nostra terra. Danneggiano piuttosto simili concezioni, danneggia il vecchio modo di approcciarsi alla politica, al territorio, danneggia indossare giacche e cravatte in convegni di legalità e antimafia e non decidersi, continuare a non decidersi mai del cambiamento, in atto soprattutto tra i giovani e dei tanti nuovi strumenti come quello cinematografico che cercano di portare avanti un discorso improntato sul riscatto sociale, e si sentono profondamente umiliati di fronte atteggiamenti di questo tipo. È ora di finirla con la retorica perché ne intuiamo subito la stanchezza. La retorica è vecchia, scaduta, sappiamo riconoscerla e disconoscerla, e non ne troviamo più alcuna utilità, ne le nostre orecchie sono più disposte ad ascoltarla. Perché aver paura se abbiamo la coscienza a posto? Non è vietando una qualunque cosa che si riesce a trasmettere un messaggio positivo, ma è affrontandola, sviscerandola tutta, fino all’osso, che si potrebbe forse imparare ad agire diversamente.

Un anno fa scrivevo così – “ Le Anime Nere siamo tutti noi, calabresi, quando non guardiamo in faccia nessuno, quando noi donne diventiamo omertose, quando tutte, mamme, nonne e nipoti, si riuniscono intorno a una bara e piangono e predicano al defunto, e si vestono di nero, ed urlano. Siamo Anime Nere, quando cadiamo nell’oblìo, nella debolezza e nella fragilità che ci fanno impazzire. Lo siamo nell’orgoglio. Nella ‘testa dura’. La riflessione post film, lacrime ed emotività, oggi , è che questo film non porta assolutamente alla rassegnazione, non mostra tratti solo negativi legati alla nostra Terra, a me ha fatto capire altro. Io ci ho visto il senso della famiglia, dell’amore, della paura, del prendere o lasciare. Ho  afferrato un invito all’unione, un invito a capire per cosa vale la pena vivere e lottare:  un padre, una madre, un fratello o una sorella. La nostra Terra. La nostra casa”.9788807031649_quarta

Io ogni caso mi piace ricordare che domenica 8 novembre Lamezia Terme, esattamente come un anno, avrà di nuovo il piacere di ospitare Gioacchino Criaco presso la Libreria Sagio Libri, in Corso G. Nicotera col suo nuovo libro “Il Saltozoppo”.  Pare che qui l’autore  abbia trattato maggiormente il paesaggio aspromontano allargato alla figura femminile e noi non vediamo l’ora di leggerlo.

Valeria D’Agostino

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