A te, che sei al mio fianco.

A te, che mi ascolti.
Non fissarti sulle mie parole,
ho il vizio che hanno gli scrittori:
giocarci.
Ascolta, invece, le mie emozioni.
Con quelle non ho saputo giocare mai.

A te, che mi accarezzi,
non far caso ai difetti della mia pelle.
L’estetica è un dono effimero, evapora con gli anni.
Senti quel brivido che mi attraversa,
come il sogno di un adolescente timido e insicuro.
Quel brivido sei tu.

A te, che sei al mio fianco,
non badare alle mie stranezze quotidiane.
Prendimi per mano e andiamo
verso la realtà delle nostre promesse di vita,
come romantici viandanti
sul filo del tramonto.

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