esperimentodiunpostscrittosenzapensare.

sto scrivendo questo post senza pensare e senza tornare indietro a riguardare quel che ho appena scritto ho deciso che sarebbe stata una cosa molto carina prendermi il permesso e la libertà di buttare giù 10 20 30 non so quanti ne verranno fuori insomma un tot di righi di roba che mi esce dalla testa come i fiumi escono dalle montagne silane e vedere tutta quella roba scorrere lungo la mia fronte poi sulla guancia poi sul collo sulla spalla sul braccio lungo il gomito sui polsi sul dorso della mano sulle dita sui tasti ed infilarsi nella tastiera per sbucare dall’altro lato dello schermo in pochissimi istanti riapparendo sotto forma di parole nere su sfondo bianco che poi parliamoci chiaro sembra un foglio di carta ma carta non è.
Ho messo quel punto perché in realtà mi sono fermato 5 secondi per bere dal bicchiere alla mia sinistra e cambiare la canzone su Spotify che non voglio dire non mi stesse piacendo ma sono le due di notte e ascoltare il nuovo singolo di elettronica sperimentale da festival mi sembra quanto meno fuori luogo quindi ho cliccato compulsivamente avanti e fortunatamente dopo tre click è venuta fuori una canzone di ludovico einaudi che mi sembra perfetta visto il clima e tutto il resto ma insoma avete capito non c’è bisogno che ve lo spieghi quel che è invece interessante far notare è che veramente non mi sto fermando neanche per correggere e che per quanto sia vero che scrivo come un pazzo alla tastiera da mattina a sera va a finire che qualche errorino mi scapperà ma non importa perché il senso stesso di questo post è il permettere anche agli errori di scorrere lungo quel fiume di pensieri come fossero pezzettini di legno che la corrente si trascina vai ecco ad esempio ora volevo scrivere via ma sono sicuro lo avevate intuito già da voi quello che però non potevate intuire è che io da qui ad una ventina di parole metto un punto e provo a scrivere una storia brevissima ma sempre usando la stessa tecnica perchè a dirla tutta ci sto prendendo un gusto scandalosamente godereccio.

Facciamo che per esempio ci sono due persone sedute su un treno che corre velocissimo tipo quelli che prende il mio amico Domenico per andare da cosenza a lamezia o forse prende spesso l’autobus ma vabbè fa lo stesso insomma ci sono questi due ragazzi e lui guarda fuori e l’altro guarda lui e gli chiede una cosa del genere (ora inizia una conversazione dal nulla che lascerò scorrere e vediamo dove va a parare.
– fuori piove
– piove di brutto
– piove da fare schifo
– si ce lo siamo già detto
– infatti
– a che ora arriviamo
– tra mezz’ora
– qualcosa del genere sì
– ma ne sei proprio sicuro?
– di cosa?
– di voler scendere a lamezia?
– perchè scusa?
– come perché perchè alla stazione ci sarà Sara per parlare del vostro amore finito e poi tornerai a casa e nostra madre piangerà come al solito e nostro padre non sarà a casa e noi non chiederemo dove sarà perché lo sapremo già ma faremo finta di nulla e tutto farà schifo e non vedremo l’ora di scappare ancora una volta via
– ma perché, chi lo ha detto?
– non lo ha detto nessuno ma lo sappiamo che andrà così e tu sai benissimo che Sara sarà lì e ho anche detto due volte la parola sara ma questo non cambia le cose quindi non chiedermi perché perché lo sai e ho detto due volte perché ma fa lo stesso
– Luca, perché hai detto che scenderemo a Lamezia? Non scenderemo affatto
– E dove andremo
– Più in giù
– tipo a reggio?
– Di più
– in sicilia
– di più
– di più non c’è nulla, i treni fermano lì
– allora cambieremo mezzo, e scopriremo quanto in giù bisogna andare prima di sentirsi finalmente all’altezza.

Ecco è venuta fuori una cosa triste ma mi piace molto e poi loro erano fratelli e non me lo aspettavo quando ho iniziato questa piccola storiella spero solo che non si perdano perché non ho bene in testa che età possano avere ma di sicuro già la madre sarà piena di cazzi in testa e questo non farà che peggiorare le cose ma loro almeno saranno felici perché viaggiare può avere mille difetti ma c’è una cosa che viaggiare sa fare meglio di ogni altra cosa al mondo.
Regalare illusioni di felicità.
E di leggerezza.
Perché quando si viaggia non si è da nessuna parte.
E quando non si è da nessuna parte si può decidere di essere dovunque.
Ho finito, bevo ancora un po’ e cambio canzone.
Neanche lo rileggo, poi ditemi cosa è venuto fuori.
Buonanotte ai fiumi della Sila,
buonanotte a me.

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