La passione di A e B

A è lei. B è lui.

A e B si danno appuntamento a mare, di sera, alle 21 : 30. Lontano dal centro-città; si sarebbero uccisi a sprangate di parole, solo il mare doveva esserne a conoscenza; le parole, quelle, sarebbero dovute scomparire nelle gole dei pesci, che di certo non avrebbero aperto bocca.

21: 31 Lui parcheggia, lei parcheggia. Lei scende per prima, lui dopo. Lei fa due passi, lui tre, inforcando gli occhi verdi nei suoi neri. Acido e petrolio, no, non andavano d’accordo.

B : Ciao..

A : … Ciao.

Non si vedevano da tre mesi.

B : Puoi avvicinarti, per cortesia..?

A : No.

Lui era minaccioso e gentile, lei troppo sicura e rude.

B : Per piacere..

A : No.

Lui avanzò nel cheto della pineta. Il cuore di lei iniziò a pulsare aritmicamente mentre le tempie le si inondarono di un liquido malessere. Le si piazzò davanti, giusto la distanza di un passo.

B : Adesso puoi avvicinarti, per favore?

Non durarono due minuti.

Quando lei sentì il suo respiro così tanto vicino, si inebriò di quella dolce aria e chiuse gli occhi, inspirando profondamente. Li riaprì e vide le fiamme ardenti che bruciavano nelle pupille verde oro di quella figura conosciuta e sconosciuta di fronte a sè. Nulla, ormai, poteva essere fermato.

Un fulmine e subito dopo un tuono, l’acqua in lontananza divenne per un istante argentea e ricoprì i loro volti di luce, solo per metà. E quel fulmine si proiettò nei loro corpi. Lui l’afferrò per i fianchi ed i capelli, strattonandola, lei rimase inerte e divenne fragile, sabbia mobile sotto i piedi.. e le loro labbra s’incontrarono, come si incontrano due compari per la strada.

– Salve!

– Salve a lei!

– Come sta?

– Andiamo meglio, e lei?

– Anche, si va avanti! E’ da un po’ che non ci si vede, eh?

– Già, non posso darle torto, andiamo a prendere un caffè al bar, le va?

E così, come i due compari con il bastone ed il cappello andarono al bar a prendere un caffè espresso, A e B ci mettevano lo zucchero; e nel frattempo che i compari giravano i cucchiaini, facendoli tintinnare nelle tazzine, la portiera della macchina di B si era spalancata, e consequenzialmente si era anche chiusa.

Dentro, sui sedili posteriori A era attaccata al finestrino sinistro, B a quello destro. Pericolosa situazione di mani che si intrecciano e palpebre che si chiudono più lentamente. Iniziò così, tra i due, quell’esplosione calma e titanica che aveva creato l’universo e che ancora dava la spinta ai pianeti per muoversi nel loro eterno tremolare.

I baci e le infinite carezze voltavano le pagine amare della loro vita passata creando un universo parallelo nel quale si era pronti a fare di tutto.

B : .. Mi sei mancata tantissimo..

La guardò negli occhi, e quegli occhi così pieni di pioggia erano sinceri. Poggiò le mani sulla sua pelle, delicate e forti. Lei non parlò.  Lui continuava lentamente ad accarezzarla ma senza malizia, la voleva, questo era scontato, ma starle accanto, in quel modo ora, era la più grande delle vittorie.

Lui la baciava, lei si lasciava baciare ed il tepore delle sue labbra sulla sua pelle era quanto di più dolce si potesse desiderare. Mai, mai nessuno avrebbe potuto assaporare le emozioni che percorrevano insieme quei due corpi quando avevano deciso di affrontare il viaggio che porta all’oltretomba e che, mentre i loro vestiti cadevano giù, si stagliava alle loro spalle. Si figuravano un uomo, nel bel mezzo della notte, con una lama in mano. Ogni bacio una coltellata sulla schiena, perchè quei baci facevano male. Morirci era un bel desiderio. Nulla di più grande e genuino, nulla di più gentile ed egoista. Perchè ti spolpa, ti finisce e ti sfinisce.

B : Mi fai morire..

A si allontana.

B : Non andare, vieni qui..

A : No.

Lui l’afferra per un polso e la tira a sè.

B : Non ti lascio scappare, non sono pazzo, resta qui.

A tremava, B la sentiva.

Così riprese a baciarla, estirpandone fuori tutti i suoi “No”, perchè il cuore nero di lei era un difficile bersaglio, quasi impossibile da scalfire ma una volta che la breccia era stata aperta, eri costretto a scavare a fondo perchè lì si stagliava tutta la sua bellezza, la meraviglia di quell’amore che ti toglie il fiato.

Ed adesso loro, insieme, fusi. Dentro i sentimenti l’uno dell’altra, le passioni sfrenate; chiusi e raccolti in un covo colmo di rovi e more dolci. Era così l’amore. Non semplice. No. Erano l’una nel cuore dell’altro.

Sembrava non avessero le mani; immaginateli un attimo senza mani, uniti per i polsi; quando si dice che due cuori riescono a battere in egual modo è così che deve accadere. Plasma e globuli rossi.. uniti per i polsi, tutto, in quella viscosità si mescola nel corpo dell’altro, passando per il cuore e viene ripompato di nuovo in circolo. Ecco perchè sbarelli, ed il respiro è così pesante e spesso. Perchè non capisci cosa manca al tuo corpo quando hai già tutto.

B moriva, A con lui.

“Fatemi parlare con Piero Angela ” pensava ” potrò mostrargli l’indefinito, il mistero, la scoperta e la rinascita, fermentando solo l’idea del nuovo noi, in questo istante”

Se qualcuno in quel momento avesse guardato con un telescopio la volta celeste, avrebbe trovato, al limitare del cosmo la sua piccola figura, parcheggiata su una stella.

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